MasterNewMedia è un sito internet che parla di editoria indipendente, e-marketing, collaborazione online e non solo.
Realizzato e mantenuto in quattro lingue da Robin Good e da alcuni suoi collaboratori sparsi nel mondo, viene aggiornato giornalmente, anche più volte al giorno.
Il sito (e Robin) sopravvive di pubblicità.
In particolare l’85% degli introiti derivano da Google AdSense, cioè dai click dei lettori sui banner pubblicitari di Google.
Non si parlano di cifre misere, ma di migliaia di dollari al mese (se non sbaglio sopra i ventimila).
La scorsa settimana c’è stato un problema che ha messo in difficoltà la vita di editore indipendente di Robin Good: infatti ha avuto un repentino calo di accessi provenienti da Google con un conseguente crollo dei guadagni.
Fortunatamente ora è tutto risolto e potete leggere la cronistoria degli eventi direttamente da questo suo post.
Praticamente il suo sito non compariva più nei primi posti tra i risultati delle ricerche fatte su Google, neanche tra le prime 10 pagine, senza un ragionevole motivo (da come ho capito leggendo i vari post).
Prima ha ipotizzato di essere incappato nella Google Dance (un aggiornamento periodico degli indici di Google che per qualche giorno modificano il PageRank delle pagine, compromettendo la loro posizione all’interno dei risultati delle ricerche).
Poi ha pensato potesse dipendere da un problema della sitemap che veniva segnalata errata dal Google Webmaster Tools.
Infine ha supposto che la penalizzazione di Google fosse dipesa da alcuni link pubblicitari presenti nelle pagine.
Personalmente credo sia incappato nella Google Dance.
La sitemap non compromette l’indicizzazione delle pagine perchè gli spider di Google scansionano ugualmente il sito anche se non è presente. Più che altro la sitemap aiuta ad indicizzare quelle pagine che lo spider ha difficoltà a raggiungere.
Mi è anche capitato di veder escludere un sito di un cliente dai risultati di Google, e quando dico escludere intendo che non era proprio presente all’interno dei suoi indici, perché alcune pagine non erano conformi agli standard Google: nella pagina d’ingresso composta da un’animazione in flash avevamo piazzato 2 link nascosti per far si che gli spider dei motori potessero comunque accedere ai siti in lingua italiana e inglese.
Questa “non comformità” c’è comunque stata segnalata direttamente da Google con un’email e, corretto il problema, dopo pochi giorni il sito è ritornato al suo posto tra i risultati di Google.
Nel caso di Robin questa segnalazione da parte di Google non c’è stata e, se non sbaglio, le pagine erano comunque presenti negli indici ma molto indietro nei risultati delle ricerche, per questo credo il problema di tutto sia stata la Google Dance.
Da questo fatto ovviamente sono nate da più parti delle critiche nei confronti di Google che possono essere lette qui e qui.
Sono d’accordo nel dire che Google è quasi monopolista nei settori della pubblicità online e anche come motore di ricerca, ma non credo si possa incolparlo perché Robin si è visto diminuire i suoi introiti.
Credo sia sbagliato pensare di sopravvivere di sola pubblicità AdSense: non sto dicendo che non si debbano guadagnare soldi con questo tipo di pubblicità, ma rendere Google l’unica o la più importante fonte di reddito è pericoloso (mi verrebbe da dire quasi da incoscienti).
Con Google non si stipulano contratti, quindi non ci sono certezze sul guadagno e si è consapevoli che le cose possono cambiare da un giorno ad un altro, in base alla Sua politica.
Sono comunque contento che tutto si sia risolto in breve tempo, perché considero masternewmedia un’ottima fonte di informazioni e Robin Good è sicuramente una persona da ammirare per quello che è riuscito a realizzare.
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