Per chi, come me, lavora nel settore del web ed è abituato a stare connesso in internet per parecchie ore al giorno tenendosi costantemente aggiornato tramite siti web o mailing list, può capitare che consideri “vecchi” alcuni episodi di un certo rilievo, solo dopo alcuni giorni l’accaduto.
Ormai da qualche settimana si è verificato un episodio, che ogni tanto ritorna alla carica in qualche blog o parlando con dei conoscenti, e mi fanno pensare che in effetti non tutti fanno il mio stesso lavoro e certe notizie impiegano più tempo per arrivare.
Sto parlando del Googlebombing di cui è stato vittima un nuovissimo sito italiano: www.italia.it.
Per chi non lo conoscesse, il Googlebombing è una pratica che sfrutta il metodo di indicizzazione utilizzato dal noto motore di ricerca, per far si che quando si eseguano delle ricerche su Google per particolari parole chiave, determinati siti web si trovino nei primi posti.
Per esempio se volessi cercare di far salire il sito capolinea.it tra i primi risultati di Google quando si ricerca la frase agenzia di comunicazione, non devo far altro che inserire un link in questo modo: agenzia di comunicazione.
Certo questo mio link non influenzerà Google, in quanto il mio sito è nuovo e non ha molto rilievo per il motore, ed in più perché non basta un solo collegamento per comprometterne i risultati.
Ma se ci fossero qualche centinaia (delle volte migliaia) di link, allora i risultati si cambiano, eccome!
Ed è proprio questo che è avvenuto ultimamente, che ha permesso al sito www.italia.it di essere primo quando si ricerca la parola merda.
Molti blogger hanno “bombardato” Google perché insoddisfatti del nuovo portale nazionale finanziato dallo stato. Infatti il sito in questione verrà a costare parecchi soldini, circa 45 milioni di euro, non rispetta le norme di accessibilità richieste per qualsiasi sito pubblico, ed in più contiene delle informazioni errate riguardo le località ed il turismo in Italia.
Non mi dilungherò su questo fatto, visto che ormai se ne è parlato parecchio (anche striscia la notizia) e si possono trovare informazioni più dettagliate (e sicuramente più precise di quelle che potrei dare io) sul blog scandalo italiano.
Vorrei far notare però, come il popolo di internet sia riuscito a “scuotere” l’opinione pubblica e stia anche cercando di proporre una soluzione al problema: www.ritalia.eu.
ciao Simone, sei come sempre chiarissimo nel descrivere i passaggi che dovremmo effettuare per, in questo caso, migliorare la navigazione. Non nascondo che in qst periodo ho da fare un casino, non ho tantissimo tempo, anche se credo sia vero che ci voglia poco per eseguirli; cmq grazie per il momento. Rachele
Ciao Rachele e grazie del messaggio.
Resisti che ormai siamo arrivati al fine settimana