App o sito web?

7 marzo 2017

app o sito web?

Recentemente alcune testate giornalistiche locali, della provincia di Ancona e della Vallesina, hanno realizzato e promosso delle App per la consultazione dei loro notiziari online anche da mobile (smartphone e tablet). Poiché seguo regolarmente alcune di queste testate, ho scaricato ed installato le loro App per capire come sono state realizzate e cosa offrono rispetto al classico sito web: dopo cinque minuti le ho eliminate!

Perché?

Ho eliminato le App perché ho trovato gli stessi identici contenuti presenti nel loro sito web.

Inoltre, se seguo 10 o 15 notiziari web ed installo altrettante App sul mio telefono o tablet, dovrei comunque fare lo stesso sforzo di consultazione (tempo impiegato) per aprire tutte le App, esattamente come farei nel caso dei siti web. Implicando un maggior consumo di spazio e di batteria del mio smartphone.

Perché una testata giornalistica dovrebbe investire su una App?

Se si vuole offrire dei valori aggiuntivi rispetto al sito web allora la App ha ragione di esistere. Per esempio, le maggiori testate nazionali offrono la possibilità di consultare il quotidiano cartaceo in formato digitale aggiungendo dei servizi, anche a pagamento, per la propria nicchia di utenti.

Ma se la App è utilizzata solo come replica del sito web o come strumento per veicolare ulteriore pubblicità, è un investimento inutile.

Realizzare una App ha dei costi importanti perché si tratta di realizzare un software che deve essere compatibile con almeno tre sistemi operativi: iOS (iPhone), Android e Microsoft. In più deve essere mantenuto aggiornato in termini di stabilità, funzionalità e per rimanere in linea con le versioni future dei rispettivi sistemi operativi.

Quale sarebbe stata la soluzione migliore?

Investire nel sito web per dare agli utenti uno spazio a misura delle loro esigenze e aspettative.

Alcuni di questi notiziari locali, oltre ad avere un’immagine grafica inadeguata (a partire dal logo), non sono assolutamente fruibili per via della massiccia presenza di banner pubblicitari e per una disattenzione ai temi dell’usabilità che non permette una corretta consultazione del sito, anche sui dispositivi mobili.

In un caso, accedendo alla home page da smartphone, ci si ritrova metà schermo occupato dal logo e, l’altra metà, dalla pubblicità. La prima notizia è visibile solo dopo aver fatto uno scroll verticale e superato alcuni banner.

Ho contato 25 banner sulla stessa pagina.

È risaputo che queste testate sopravvivono grazie alla pubblicità, ma inserire 25 banner sulla stessa pagina è come non inserirne nessuno: gli utenti non si soffermeranno mai a leggerne il contenuto, anzi li troveranno fastidiosi perché scrollando la pagina li cliccheranno per errore, interrompendo la lettura dell’articolo che era di loro interesse. Spesso questa situazione si traduce in un allontanamento dell’utente.

L’obiettivo è di far restare gli utenti nel sito.

Investire per migliorare l’usabilità, l’interazione, la consultazione dei contenuti e l’interfaccia grafica è sicuramente più economico che realizzare una App specifica. E si avrebbe un sito web che risulterà più interessante sia all’utente affezionato sia a quello saltuario (che non installerebbe mai una App per leggere una sola notizia).

La corretta usabilità e le notizie di qualità fanno aumentare il tempo di permanenza degli utenti nel sito e, di pari passo, anche il tasso di conversione dei banner pubblicitari.

Quindi gli stessi investitori saranno più contenti di acquistare uno spazio pubblicitario o investirci di più, sapendo che il proprio banner sarà ben visibile e non disperso tra altre decine.